L’affisso di un allevamento di gatti di razza

Gatto che dorme

L’affisso è il nome dell’allevamento o, altrimenti detto, il “cognome” che gli allevatori che lo possiedono appongono ai propri cuccioli.

Ma come si fa ad averlo e che regole ci sono?

Ogni associazione felina stabilisce le proprie regole per la concessione dell’affisso, che possono essere diverse tra paese e paese. In Italia, parlando dell’ANFI, le attuali regole sono le seguenti:

  • piena proprietà di una femmina.
  • confermata capacità riproduttiva.
  • nascita di una cucciolata viva e iscritta al Libro Genealogico presso l’allevatore che ne fa richiesta.

In parole povere, per poter chiedere l’affisso è necessario essere intestatari di una femmina, fare una cucciolata e dichiararne la nascita al Libro Genealogico. La prassi, in ANFI, prevede che l’affisso venga richiesto contestualmente alla richiesta di pedigree della cucciolata. Le procedure in ANFI prevedono che, per la ratifica dell’affisso (cioè per la sua concessione) sia necessario un controllo, eseguito da personale incaricato – i controllori di affisso e cucciolata – presso l’abitazione del richiedente e, solo a seguito di un parere favorevole riguardo alla tenuta dei gatti, degli spazi e della regolarità della cucciolata, viene emesso l’affisso.

La richiesta di affisso è a pagamento, attualmente la tariffa in vigore in ANFI è di 258 euro.

Dal momento in cui un allevamento ha l’affisso, tutti i cuccioli di quell’allevamento usciranno con il nome di affisso posto prima o dopo il nome dei cuccioli, a seconda delle scelte dell’allevatore.

Ci sono ovviamente delle regole sui nomi di affisso, una su tutte che non può essere più lungo di 15 lettere e che non può ricordare un affisso già rilasciato. Essendo l’ANFI membro della FIFe, le regole valgono per tutti i paesi membri: ne consegue quindi che, quando un allevatore chiede l’affisso, è nel database della FIFe che vengono eseguiti i controlli di “somiglianza”. Se un allevatore italiano vuole chiedere l’affisso “Pinco Pallino” e un allevatore danese ha già registrato l’affisso “dei Pinco Pallino”, verrà considerato troppo somigliante e scartato. Per questo motivo è richiesto all’allevatore di indicare tre nomi possibili tra cui scegliere, ed è caldamente suggerito di visitare il sito della FIFe dove è possibile cercare gli affissi giù ratificati.

Una recente modifica ai regolamenti FIFe prevede che dopo la seconda cucciolata, sia obbligatorio richiedere l’affisso, fino ad allora lasciato volontario da parte dell’allevatore. Un tempo in ANFI le regolamentazioni per richiedere l’affisso erano più restrittive, e non era infrequente vedere molti allevatori di esperienza lavorare senza affisso.

Quello che è comunque importante sottolineare è che l’avere o meno l’affisso non è attualmente una garanzia di alcun tipo in base alla serietà e alla competenza dell’allevatore: come abbiamo visto, la sua concessione è regolamentato da una procedura burocratica e dal pagamento di una tariffa. Il controllo che ANFI esegue in allevamento è importante, ed è una buon discriminante perché l’allevatore con affisso abbia i requisiti minimi da regolamento per poter allevare, ma non è indice di competenze particolari sulla razza o di esperienza. Con questo non voglio dire che i nuovi allevatori siano per forza di cose incompetenti, ma di certo l’avere o meno l’affisso non è indice di particolari credenziali aggiuntive da spendere per promuoversi!