Le associazioni feline

gatto

Nel complesso mondo dell’allevamento felino c’è sicuramente una scelta da fare, che sembrerà banale ma non lo è: l’associazione felina a cui appartenere.

Ma a cosa serve?

Le associazioni feline hanno come scopo primario quello della diffusione e della tutela del gatto di razza: promuovono iniziative sul territorio (una su tutte le esposizioni feline!), possono organizzare convegni e seminari, consentono di fare “vita sociale” e cioè di venire a contatto con altri allevatori e appassionati per scambi di idee e conoscenze (anche attraverso i Club di razza). Ma soprattutto sono le uniche figure abilitate all’emissione dei pedigree e alla gestione dei “nomi” di allevamento, gli affissi. E’ tramite l’ufficio del Libro Origini che si espletano tutte le pratiche relative ai cuccioli (denuncia di nascita, richiesta di pedigree) e ai gatti (importazione di nuovi soggetti, cessioni).

Solitamente le associazioni feline presenti in Italia fanno capo ad altre associazioni sovrannazionali, di cui sono la rappresentanza locale: molte di queste “super-associazioni” sono divise in “club”, uno o più per paese (a seconda dei regolamenti interni) e, a loro volta, i club locali possono essere divisi in sezioni. Queste grandi associazioni sono tutte riunite nel WCC (Word Cat Congress), una “associazione di associazioni” che ha lo scopo di armonizzare il lavoro dei membri.

In Europa le associazioni più presenti sono:

FIFe, Fédération Internationale Féline, di cui l’Italia è cofondatrice, nasce nel 1950 con la prima General Assembly, che diventerà poi un evento annuale. E’ presente in moltissimi stati, soprattutto Europei, e domina la Scandinavia (moltissimi allevatori nordici sono iscritti in FIFe). Organizza una volta l’anno un importantissimo show chiamato Word Winner Show, dove i gatti vincitori possono fregiarsi dell’ambito titolo di Word Winner. La FIFe è un’associazione di associazioni e ammette un solo membro per paese.

WCF, Word Cat Federation, nasce in Germania (dove è ufficialmente registrata) e conta più di 500 club affiliati. E’ molto presente nella sua nazione di origine ma con gli anni si è diffusa sia in Europa che nel mondo. Una particolarità di WCF, che come FIFe è un’associazione di associazioni, è che consente a un paese di avere più di un club membro. Il WCF organizza spesso delle Mondiali, esposizioni dove è possibile ottenere il titolo di Word Champion.

Sono note anche le associazioni TICA (The International Cat Association) e CFA (The Cat Fanciers’ Association) molto popolari negli USA, meno in Europa. TICA e CFA hanno un sistema molto diverso da FIFe e WCF, sia per la gestione dei libri origini che soprattutto per la conduzione degli show.

E in Italia? Ecco un elenco delle associazioni feline presenti attualmente sul territorio:

  • ANFI – Associazione Nazionale Felina Italiana, membro della FIFe e, attualmente, unica associazione riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e tenutaria del Libro Genealogico del Gatto di Razza.
  • AFeF – Associazioni Feline Federate, membro del WCF.
  • FIAF – Federazione Italiana Associazioni Feline – membro del WCF.
  • AGI – Associazione Gatti d’Italia – membro del WCF.
  • Serenissima Cat Club – membro del WCF.
  • AFI – Associazione Felina Italiana – membro del WCF.
  • Il Golfo dei Poeti Cat Club – affiliato a CFA.

Quale scegliere? Ecco alcuni consigli:

  • spesso ci si associa perché “la mia amica è socia lì” oppure perché “il gatto che ho preso viene da lì”. Può essere giusto oppure no: le associazioni sono fatte di persone e di dinamiche, bisogna trovare quella giusta per la propria dimensione umana e di allevamento!
  • non tutte le associazioni riconoscono la razza che stiamo allevando o il colore che vogliamo portare avanti: informiamoci PRIMA di iscriverci se ci sono questi vincoli.
  • leggiamo BENE il sito dell’associazione, soprattutto il codice etico e i regolamenti di allevamento
  • frequentiamo qualche loro esposizione, così da conoscere di persona i membri del direttivo e da farci un’idea di “che aria tira”.
  • verifichiamo anche se ci sono altri allevatori della nostra razza con i quali sarà possibile fare conoscenza e magari amicizia (per esempio durante le esposizioni) e verifichiamo inoltre se ci sono club di razza attivi.
  • controlliamo le tariffe, le procedure per le pratiche e tutto quello che è “burocrazia” prima di iscriverci, per non avere sorprese dopo.

Se poi ci accorgiamo di aver sbagliato, che l’associazione scelta non fa per noi… si fa sempre in tempo a cambiare!

Senza pedigree? No grazie!

kitten

Tutti i gatti di razza, per essere definiti tali, devono avere il pedigree. Capita spesso, però, che sui siti dei vari annunci per animali si legga, per esempio: “puro persiano senza pedigree vendesi a 300 euro”. Cosa c’è di sbagliato in questo annuncio, visto che il prezzo sembra anche buono?

Tutto! Ora vediamo perché.

Cos’è il pedigree

Iniziamo subito col dire che il pedigree è la carta d’identità del gatto, l’unico documento che attesta la provenienza del micio e che ne qualifica l’origine come “gatto di razza”. Il pedigree è un documento emesso dalle Associazioni Feline, gli unici enti preposti a certificare le origini dell’animale. Sul pedigree sono solitamente indicati:

  • il nome del gatto, il sesso, la data di nascita, il colore, il numero di registrazione (in alcuni casi anche il microchip)
  • l’indicazione dei fratelli e sorelle di cucciolata
  • il nome dell’allevatore, l’affisso dell’allevamento, l’indirizzo
  • padre e madre del cucciolo, con i rispettivi dati anagrafici, di colore e numeri di registrazione
  • la linea di discendenza, a 4 o 5 generazioni, con tutte le indicazioni anagrafiche, di colore e di registrazione per ogni gatto

In base alle associazioni feline di cui l’allevatore fa parte possono esserci regolamenti leggermente differenti ma, in linea generale, l’allevatore è tenuto a denunciare la nascita della cucciolata al Libro Origini della propria associazione in tempi che variano da 30 a 40 giorni dopo il parto e, successivamente, a richiedere i pedigree dei cuccioli.

Perché è così importante

Il pedigree quindi è l’unico modo che abbiamo per poter dire “questo gatto è di razza”! Nessun altro documento può essere usato per questo scopo, né valgono le affermazioni dei veterinari o di sedicenti “esperti”.
Se il gatto ha il pedigree è di razza, altrimenti no. Punto! Un gatto senza pedigree, anche se nato da genitori con pedigree, non può e non è considerato di razza da nessuna associazione felina e da nessun allevatore serio.

Il pedigree è importante anche per altri motivi: il “saper leggere” il pedigree di un gatto è un’abilità che gli allevatori conoscono molto bene, perché solo attraverso questo documento è possibile studiare le linee di sangue che sono dietro ai nostri gatti, studiarne pregi e difetti e pianificare la propria attività di selezione della razza.

Quanto costa il pedigree?

In media, un pedigree con annesso microchip emesso dalle Associazioni Feline in Italia costa circa 15 euro. Non credete a chi vi dice che costa di più, basta consultare i siti delle Associazioni e verificare le tariffe. Quando un allevatore vi dice che il pedigree costa 2-300 euro, semplicemente non credetegli e chiedete che vi venga rilasciato il pedigree per il cucciolo che state acquistando. Se l’allevatore nicchia… cambiate allevamento!

Comprare senza pedigree?

Non comprate MAI un gatto di razza senza pedigree. State semplicemente comprando un gatto di casa!
A volte gli allevatori vendono senza pedigree perché il fatto di avere il pedigree per un cucciolo comporta la denuncia della cucciolata. Se la cucciolata è nata da gatte troppo giovani (e quindi in violazione dei regolamenti delle Associazioni che impongono solitamente almeno 10 mesi di età per la mamma) o da gatte che hanno gravidanze ravvicinate (i regolamenti, in generale, dicono che sono permesse 3 gravidanze nell’arco di 24 mesi) o ancora da accoppiamenti non permessi (tecnicamente outcross, incroci con altre razze, per esempio un Maine Coon con un Angora Turco) l’allevatore preferirà di certo non denunciarla perché sarebbe passabile di richiami o controlli, e quindi preferisce vendere senza pedigree.

Semplicemente, non comprate e passate oltre!