I test genetici obbligatori per i gatti di razza

Tratto dal regolamento ANFI:

“Dal 01.01.2011 non verranno più iscritte al Libro Genealogico cucciolate i cui genitori siano privi dei test di seguito indicati”
(Decreto Ministeriale n. 29634 del 21 settembre 2010)

Quali sono questi test? Li troviamo elencati nell’allegato B delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del Gatto di Razza, Regolamento di Allevamento e Registrazione, qui il link al PDF del regolamento sul sito ANFI.

PER/EXO (Persiano ed Esotico) Feline polycystic kidney disease (PKD1), valido anche per razze nella cui selezione sono stati utilizzati PER e/o EXO
MCO (Maine Coon) Hypertrophic cardiomyopathy (HCM1). Per i soggetti negativi al test genetico è obbligatorio un ecocardio annuale.
NFO (Norvegese delle Foreste)
Glycogen storage disease type IV (GSD IV)
RAG (Ragdoll) Hypertrophic cardiomyopathy (MyBPC3)
ABY/SOM (Abissini e Somali) Pyruvate Kinase Deficiency (PK‐Def)
ABY/SOM/OCI (Abissini, Somali e Ocicat) Progressive Retinal Athropy (rdAc‐PRA)
KOR (Korat)
Ganglosidiosis (GM1/GALB e GM2/HEXB)

Per sapere quali sono i laboratori che testano i gatti per queste patologie, ecco un articolo che può esservi utile.

Testate i vostri gatti e pretendete, quando li acquistate, che siano testati. Informatevi, leggete, chiedete, ma non comprate a scatola chiusa, niente è più importante della salute del vostro nuovo amico peloso!

Lo standard di razza, questo sconosciuto!

Per capire cosa sia lo standard di razza è perché sia così importante nella selezione dei nostri amici felini non c’è nulla di meglio che fare un esempio pratico: ecco lo standard per il Norvegese delle Foreste nell’associazione FIFe.

Morfologia

Aspetto generale Taglia grande
Testa A forma di triangolo equilatero, con una buona altezza quando visto di profilo. Fronte leggermente arrotondata, con profilo dritto e lungo senza interruzioni (senza “stop”). Mento forte.
Orecchie Grandi, larghe alla base, appuntite, con ciuffi di pelo (“tuft”) simili a quelli della lince e lunghi peli che escono in modo visibile dall’interno dell’orecchio. Alte e aperte, in modo tale che le linee esterne dell’orecchio prolunghino le linee della testa fino al mento.
Occhi Grandi e ovali, ben aperti, piazzati in modo leggermente obliquo. Espressione attenta. Tutti i colori sono ammessi e non c’è nessuna correlazione tra colore degli occhi e colore del mantello.
Corpo Lungo, di solida struttura muscolare e ossea.
Zampe Alte e forti, le posteriori più lunghe delle anteriori. Piedi grandi, tondi in proporzione con le zampe.
Coda Lunga e folta, deve arrivare almeno sino alle spalle, ma preferibilmente sino al collo.
Mantello Semilungo. Il sottopelo lanoso è coperto dal pelo superiore, che è composto da un pelo protettivo (“guard hair”) idrorepellente, grezzo, lungo e lucido, che copre la schiena e i fianchi. Un gatto in pieno pelo ha un’appariscente gorgiera, un fitto collare e “calzoncini”.Tutti i colori sono ammessi, comprese le varietà con bianco, ad eccezione dei disegni pointed e dei colori: chocolate, cinnamon, lilac e fawn. E’ ammesso il colore bianco in qualunque quantità (es: fiamma bianca, medaglione bianco, bianco sul petto, sul ventre o sulle zampe).
Osservazioni
  • La maturazione di questa razza, abbastanza lenta, dovrebbe essere tenuta in considerazione
  • I maschi maturi possono avere una testa più larga delle femmine
  • Il mantello viene valutato principalmente per la sua tessitura e qualità
  • La lunghezza del pelo e la densità del sottopelo varia in funzione delle stagioni
  • I cuccioli possono giungere fino all’età di sei mesi prima di sviluppare i peli di protezione
Difetti
  • Gatti troppo piccoli o dalla struttura esile
  • Testa rotonda o quadrata
  • Profilo con interruzioni (“stop”)
  • Orecchie piccole/piazzate troppo distanti tra loro/troppo vicine tra loro
  • Zampe corte/esili
  • Coda corta
  • Pelo secco, con grumi di nodi o eccessivamente serico

Notiamo che il gatto è ben definito in molte sue caratteristiche. Si parla di come deve essere la testa (triangolo equilatero di buona altezza, profilo dritto, mento forte), della taglia grande e del corpo robusto, si pone enfasi sul tipo di pelo (idrorepellente, con “guardhair” e gorgiera) e si definiscono anche i difetti principali, che in linea teorica sono quelli da evitare quando si sceglie un gatto o un cucciolo.

Insieme alla specifica dello standard bisogna però anche capire quanto e come certe caratteristiche sono valutate e qui ci viene in aiuto l’indispensabile scala dei punti: fatto un punteggio di 100, sono assegnati dei punti in base alle caratteristiche principali della razza. Esaminando la scala dei punti si può capire cosa è davvero importante nella selezione e cosa meno (ma, e gli allevatori lo sanno bene, in realtà è tutto importante!).
Ecco la scala dei punti per il Norvegese delle Foreste:

Testa: Forma generale, fronte, naso, profilo, mascella inferiore e dentatura, mento 20 punti
Orecchie: Forma, dimensioni e piazzamento 10 punti
Occhi: Forma, espressione
5 punti
Corpo: Forma, taglia, struttura ossea, zampe, forma dei piedi 25 punti
Coda: lunghezza e forma 10 punti
Mantello:
Qualità, tessitura e lunghezza
Colore e disegno (“pattern”)

20 punti
5 punti
Condizione
5 punti
Totale 100 punti

Iniziamo a capire qualcosa di più: la percentuale maggiore di punti è assegnata al corpo (25 punti), al mantello (20 punti più cinque di colore e disegno) e alla testa, mentre per esempio agli occhi sono assegnati 5 punti.

Qualcosa però ancora non torna: perché non viene specificato meglio come devono essere le orecchie? Aperte quanto? E quando sono “troppo vicine”? E il mento? Cosa vuol dire “forte”, in che senso? Perché non mettono dei disegni?! Sarebbe tutto molto più semplice!!

E’ vero… sarebbe più semplice ma non è questo lo scopo dello standard. La “vaghezza” con cui sono indicate certe caratteristiche fa parte del fatto che non siamo costruendo una casa, stiamo allevando gatti. Non è pensabile girare con un metro per misurare di quanti centimetri dev’essere la coda oppure con un goniometro per calcolare i gradi di apertura delle orecchie. Non è questo il senso delle codifiche di standard delle razze.  Lo standard non è un punto di arrivo, è piuttosto un punto di partenza che gli allevatori devono sempre tenere a mente e dal quale non si possono scostare più di tanto, ma è anche uno strumento che ci dà margini di manovra, più o meno ampi, per lavorare su certe caratteristiche, affinarle, “estremizzarle”, recuperarle, migliorarle, insomma… tutto quel lavoro che chiamiamo selezione.

Qualche consiglio:

  • imparate a memoria lo standard di razza e la scala dei punti
  • imparate a vedere le caratteristiche scritte sullo standard nei vostri gatti e in quelli degli altri (e siate critici, soprattutto con i vostri)
  • ascoltate quello che dicono i giudici in esposizione, sia sui vostri gatti che sugli altri. Magari fate l’assistente al giudice (steward), si impara tantissimo!
  • si impara anche dalle altre razze, leggete gli altri standard di razza e confrontatelo con il vostro
  • se avete dubbi su qualche caratteristica che non capite, chiedete: ai club di razza, ad allevatori esperti, ai giudici. Chiedete, chiedete, chiedete, non abbiate paura!
  • una volta che avete imparato tutto questo… dimenticatelo! La selezione non si fa solo con i centimetri e i menti forti 🙂 bisogna sviluppare un gusto estetico personale e una chiara visione del proprio gatto ideale da inseguire… nel tempo, con tanta pazienza e tantissimo impegno!

Le associazioni feline

gatto

Nel complesso mondo dell’allevamento felino c’è sicuramente una scelta da fare, che sembrerà banale ma non lo è: l’associazione felina a cui appartenere.

Ma a cosa serve?

Le associazioni feline hanno come scopo primario quello della diffusione e della tutela del gatto di razza: promuovono iniziative sul territorio (una su tutte le esposizioni feline!), possono organizzare convegni e seminari, consentono di fare “vita sociale” e cioè di venire a contatto con altri allevatori e appassionati per scambi di idee e conoscenze (anche attraverso i Club di razza). Ma soprattutto sono le uniche figure abilitate all’emissione dei pedigree e alla gestione dei “nomi” di allevamento, gli affissi. E’ tramite l’ufficio del Libro Origini che si espletano tutte le pratiche relative ai cuccioli (denuncia di nascita, richiesta di pedigree) e ai gatti (importazione di nuovi soggetti, cessioni).

Solitamente le associazioni feline presenti in Italia fanno capo ad altre associazioni sovrannazionali, di cui sono la rappresentanza locale: molte di queste “super-associazioni” sono divise in “club”, uno o più per paese (a seconda dei regolamenti interni) e, a loro volta, i club locali possono essere divisi in sezioni. Queste grandi associazioni sono tutte riunite nel WCC (Word Cat Congress), una “associazione di associazioni” che ha lo scopo di armonizzare il lavoro dei membri.

In Europa le associazioni più presenti sono:

FIFe, Fédération Internationale Féline, di cui l’Italia è cofondatrice, nasce nel 1950 con la prima General Assembly, che diventerà poi un evento annuale. E’ presente in moltissimi stati, soprattutto Europei, e domina la Scandinavia (moltissimi allevatori nordici sono iscritti in FIFe). Organizza una volta l’anno un importantissimo show chiamato Word Winner Show, dove i gatti vincitori possono fregiarsi dell’ambito titolo di Word Winner. La FIFe è un’associazione di associazioni e ammette un solo membro per paese.

WCF, Word Cat Federation, nasce in Germania (dove è ufficialmente registrata) e conta più di 500 club affiliati. E’ molto presente nella sua nazione di origine ma con gli anni si è diffusa sia in Europa che nel mondo. Una particolarità di WCF, che come FIFe è un’associazione di associazioni, è che consente a un paese di avere più di un club membro. Il WCF organizza spesso delle Mondiali, esposizioni dove è possibile ottenere il titolo di Word Champion.

Sono note anche le associazioni TICA (The International Cat Association) e CFA (The Cat Fanciers’ Association) molto popolari negli USA, meno in Europa. TICA e CFA hanno un sistema molto diverso da FIFe e WCF, sia per la gestione dei libri origini che soprattutto per la conduzione degli show.

E in Italia? Ecco un elenco delle associazioni feline presenti attualmente sul territorio:

  • ANFI – Associazione Nazionale Felina Italiana, membro della FIFe e, attualmente, unica associazione riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e tenutaria del Libro Genealogico del Gatto di Razza.
  • AFeF – Associazioni Feline Federate, membro del WCF.
  • FIAF – Federazione Italiana Associazioni Feline – membro del WCF.
  • AGI – Associazione Gatti d’Italia – membro del WCF.
  • Serenissima Cat Club – membro del WCF.
  • AFI – Associazione Felina Italiana – membro del WCF.
  • Il Golfo dei Poeti Cat Club – affiliato a CFA.

Quale scegliere? Ecco alcuni consigli:

  • spesso ci si associa perché “la mia amica è socia lì” oppure perché “il gatto che ho preso viene da lì”. Può essere giusto oppure no: le associazioni sono fatte di persone e di dinamiche, bisogna trovare quella giusta per la propria dimensione umana e di allevamento!
  • non tutte le associazioni riconoscono la razza che stiamo allevando o il colore che vogliamo portare avanti: informiamoci PRIMA di iscriverci se ci sono questi vincoli.
  • leggiamo BENE il sito dell’associazione, soprattutto il codice etico e i regolamenti di allevamento
  • frequentiamo qualche loro esposizione, così da conoscere di persona i membri del direttivo e da farci un’idea di “che aria tira”.
  • verifichiamo anche se ci sono altri allevatori della nostra razza con i quali sarà possibile fare conoscenza e magari amicizia (per esempio durante le esposizioni) e verifichiamo inoltre se ci sono club di razza attivi.
  • controlliamo le tariffe, le procedure per le pratiche e tutto quello che è “burocrazia” prima di iscriverci, per non avere sorprese dopo.

Se poi ci accorgiamo di aver sbagliato, che l’associazione scelta non fa per noi… si fa sempre in tempo a cambiare!