La consegna del pedigree all’atto della sterilizzazione, tutti i perché

funny cat

Sembra un po’ il vecchio detto “pagare moneta, vedere cammello”. In questo caso voi prima acquistate il cucciolo di razza e solo al momento della sterilizzazione l’allevatore, dietro presentazione del certificato di avvenuto intervento, vi rilascerà il pedigree.

Ma perché gli allevatori non vogliono darvi il pedigree se non prima dell’avvenuta sterilizzazione del micio, che spesso avviene mesi dopo l’avvenuta cessione? Possono farlo? E voi potete accettarlo come vincolo?

Scopriamolo insieme!

Non vi danno il pedigree perché vogliono tutelare la loro linea

Anche se non ve lo dicono chiaramente, hanno paura che voi vi mettiate ad allevare con il cucciolo che vi stanno dando o, se è un maschio, che inizierete un fitto commercio di vendita delle sue monte. Dimenticano però un dettaglio: non è il pedigree che consente a un privato di fare “quello che gli pare” con un gatto, ma è il passaggio di proprietà, perché è solo con quello che si possono registrare in associazione monte e cuccioli. Chiaramente non prendo in considerazione chi agisce al di fuori dei regolamenti associativi, cioè accoppia senza pedigree, perché in questo caso non fa alcuna differenza avere o meno il documento (della serie: se ti voglio fregare, lo faccio a prescindere).

Non vi danno il pedigree perché non si fidano completamente di voi

Questo spesso capita con allevatori che hanno appena iniziato, che sono stati bombardati dagli allevatori di vecchia data con storie agghiaccianti capitate all’amico dell’amico, per cui tirano il freno e cercano di cautelarsi dandovi il documento solo all’atto della presentazione del certificato di sterilizzazione. Dimenticano però che la vera tutela, se di tutela si può parlare, non la fanno i documenti, la fa il contratto che si stipula tra le parti.

Non vi danno il pedigree perché non conoscono la normativa sulla cessione del gatto di razza vigente in Italia

In realtà gli allevatori non possono cedere cuccioli se non accompagnati dal pedigree. La normativa in questo è piuttosto chiara: ogni cucciolo di razza ceduto deve essere accompagnato dal pedigree, questo implica che quando uscite dalla casa dell’allevatore con il vostro cucciolo, dovreste anche avere il pedigree tra le mani. Vedete anche il nostro articolo sulla legislazione vigente in Italia per la cessione di gatti di razza. E’ possibile però, dati i tempi anche piuttosto lunghi dell’associazione, che il pedigree non sia ancora stato fisicamente emesso dalla sede centrale, e per cui l’allevatore non può proprio darvelo quando andate a prendere il micio. In questo caso però l’allevatore dovrà essere molto chiaro nei vostri confronti, dirvi subito che il pedigree è in fase di elaborazione e che serve un po’ di tempo per l’emissione. Potrà anche allegare ai documenti la copia della denuncia di nascita della cucciolata o della richiesta di pedigree, per darvi la sicurezza che il documento è stato effettivamente richiesto.

Ma c’è un contratto, mi devo preoccupare?

Gli allevatori molto spesso stipulano un contratto di cessione che regolamenta diritti e doveri di entrambe le parti, volto a tutela del micio che state acquistando. Ed è proprio in questo contratto che molto spesso sono inserite le clausole di sterilizzazione e di consegna del pedigree ad avvenuta presentazione del certificato veterinario che attesti l’intervento. Dato che la clausola di sterilizzazione è considerata vessatoria dalla legislazione italiana (perché limita di fatto il pieno godimento del bene), i contratti ben fatti prevedono la doppia firma: quando la clausola viene enunciata la prima volta e, di solito, in fondo al contratto con il richiamo di tutte le eventuali altre clausole che richiedono la doppia firma.
In linea generale, non vi dovete preoccupare se incontrate ancora allevatori che appongono questa clausola nei propri contratti, perché il pedigree vi arriverà quando sterilizzerete il micio, il problema principale è che questa clausola va contro la normativa vigente (vedi punto precedente!) e quindi rende, di fatto, la clausola stessa nulla.

Un consiglio agli amici allevatori

Mi permetto di dare un consiglio a tutti gli amici allevatori che leggono questo blog: non potete più farlo! Il pedigree deve viaggiare il più possibile insieme al cucciolo, la normativa è molto chiara e non possiamo più svicolarla con la clausola della sterilizzazione. Stipulate sempre un contratto di cessione e, se proprio non riuscite a dormirci la notte, prendete in considerazione di sterilizzare i cuccioli prima che lascino casa vostra, in questo modo non avrete più nessun tipo di problema in merito!

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Giochi per i cuccioli (e per i gatti grandi!)

Quali sono i giochi per gatti “must have” per un allevatore o un proprietario? Vediamoli insieme!

Le palline e i topini di stoffa

I giochi migliori per i cuccioli ma anche per i grandi. Esistono modelli di ogni genere, di plastica, di gomma, in sisal, al catnip, con i sonagli, di similpelle e perfino di pelle di animale (che, francamente, mi paiono tanto di cattivo gusto!). Consiglio personale, che faccio sempre: ai topini di stoffa tolgo la coda, perché mi è capitato diverse volte che tentassero di mangiarla. Il gioco da fare con le palline e i topini è quello classico del lancio, ma si può evolvere nel riporto (ho avuto gatti che lo facevano!) e alle simulazioni di caccia.

Le cannette piumate

Imprescindibili! Stimolano l’attenzione e la caccia, e soprattutto sono un gioco da fare con gli umani. Aiutano il micio a interagire in modo corretto con noi e, soprattutto con i cuccioli, sono fondamentali per sviluppare un corretto approccio sia tra i felini che con gli umani. Ci sono un’infinità di modelli di cannette, i miei gatti preferiscono quelle con le piume e i sonagli, ma il mercato è talmente vasto che c’è un modello per ogni gusto possibile.

Il puntatore laser

Un gioco molto particolare: è un piccolo puntatore, tendenzialmente a forma di topolino, che emette un debole fascio di luce laser. Divertentissimo per i gatti, può però provocare frustrazione perché il gatto ha bisogno della “preda” da afferrare, e il puntino è ovviamente inafferrabile. Da usare con cautela, attenzione a non puntare mai la luce negli occhi del gatto (e nemmeno nei nostri!).

I tunnel

Sono i giochi perfetti per i cuccioli. Introdotti all’età giusta, diventano sia uno spazio gioco collettivo che un luogo riparato dove riposarsi, e sinceramente vedere un adulto che cerca di infilarsi nel tunnel dei cuccioli è divertentissimo! Ci sono modelli arricchiti con topini e sonagli, adattissimi a cuccioli vivaci.

 

I giochi intelligenti

Il gatto è un animale molto intelligente ed è giusto stimolare la sua creatività e il suo acume con giochi adatti. Da qualche tempo sono usciti in commercio alcuni giochi “intelligenti” che servono proprio a questo. Vedere un micio alle prese con questi giochi è divertente ma anche molto istruttivo, ci fa capire quanto siano davvero evoluti i nostri mici! Ce ne sono di vari tipi, da quelli con le palline intrappolate ai “rompicapo” che mettono in premio gustosi croccantini.

Il tiragraffi

Il “re” degli accessori per i gatti, il vero “must have” per ogni gattofilo. Chiamati anche palestre, sono strutture più o meno grandi, con ripiani, cucce e cuccette e molto spesso giochini appesi che sono un vero paradiso per i mici. Sono ricoperti in sisal e quindi perfetti per farsi le unghie (così da non usare il divano!) ma i mici li usano anche per dormire, per giocare, per arrampicarsi, per osservare il mondo dall’alto. Ce ne sono veramente di ogni dimensione e prezzo, dai più semplici a quelli sofisticatissimi, con molti accessori e che utilizzano anche materiali pregiati. La scelta è enorme!

Tutte le immagini di questo articolo sono tratte dal sito Zooplus.it, al quale non siamo affiliati in alcun modo. 

Allevare, che passione!

Cucciolo

Piccolo compendio della vita dell’allevatore medio… perché allevare è bello e da tante soddisfazioni, ma preso con ironia è meglio. Molto meglio…

Nasce una cucciolata, 5 cuccioli, tutte femmine.
Avrai solo ed esclusivamente richieste per maschietti. E vale il contrario. Sempre.

Prendi una monta esterna per tenere una femmina.
Nascono tutti maschi. Bellissimi.

Vedi su Internet una foto di un cucciolo appena nato che DEVE essere tuo.
E’ prenotato da due anni.

Finalmente, dopo anni, ti nasce una splendida tortie disposta esattamente come volevi.
Ha il nodo alla coda.

Hai una femmina che inizia le doglie, si rompono le acque, forse sta uscendo il primo cucciolo, esce una zampa, forse la coda, un gomito… è incastrato, lei spinge da due ore, ti metti il cappotto e corri in clinica perché sai già che finirà in un cesareo.
E’ la mattina di Natale.

Passi due ore del tuo venerdì sera a lavare il gatto che il giorno dopo devi portare in expo. 
La prima cosa che fa quando hai finito è andare in lettiera, e dai rumori che produce sai già che non ne uscirà nulla di buono. E il gatto è bianco.

Non vedevi l’ora di avere una cucciolata di bianchi e neri!
Un quadro di Picasso ha una disposizione di colore infinitamente migliore.

In expo specifichi sottolineandolo tre volte che vuoi stare vicino alla tua amica.
Non solo siete ai capi opposti del palazzetto, ma hanno iscritto lei il sabato e tu la domenica.

Hai pianificato con cura i nomi che vuoi dare ai cuccioli di quest’anno, e hai già riservato un nome spettacolare per la femmina che sicuramente nascerà nella prossima cucciolata.
Tutti gli allevatori che conosci chiamano una femmina con quel nome. Prima di te.

Speri di riuscire a portare uno dei prossimi cuccioli in arrivo alla Mondiale a fine ottobre in classe kitten. 
Compiranno 7 mesi il giorno prima dello show.

E in ultimo…
… il dogma massimo dell’allevatore, quello che ognuno di noi deve tenere a mente sempre, in ogni momento: c’è sempre un gatto più bello.

E di solito, non è il tuo.

8 buoni motivi per sterilizzare un gatto

sterilizzazione

Molti allevatori, e noi siamo tra questi, chiedono che i propri cuccioli da compagnia vengano sterilizzati. Ma perché? Ecco otto buoni motivi per farlo!

  1. Nessun pericolo di fughe in cerca dell’amore. I gatti sterilizzati non hanno pulsioni sessuali e quindi non cercheranno di fuggire dalla vostra casa alla ricerca di un compagno.
  2. Nessun miagolio straziante di notte (ma anche di giorno!). I gatti non sterilizzati hanno una forte vocalizzazione, sia maschi che femmine, che fa parte dei comportamenti di richiamo e di disponibilità sessuale. Spesso sono molto intensi e notturni.
  3. Se è femmina, nessun rischio di problemi legati all’apparato riproduttivo. La gatta in calore che non si accoppia corre il rischio di sviluppare cisti ovariche e piometra, che è una grave infezione uterina potenzialmente mortale.
  4. Se è maschio, basso rischio di infezioni urinarie. I maschi non sterilizzati hanno un’incidenza maggiore di problemi legati all’apparato urinario, tipo cistiti.
  5. Se è maschio, nessun rischio di marcatura. Il maschio intero alla ricerca di femmine marca il territorio, e vi posso garantire che non è piacevole avere un maschio marcatore in casa. Per nulla!
  6. Bassissimo rischio di sviluppo di tumori legati a mammelle, utero e ovaie per la femmina.
  7. Abbassamento importante del livello di stress. Lo stress, nel gatto, è legato allo sviluppo di svariate patologie e un gatto non sterilizzato è più soggetto a sollecitazioni nervose.
  8. La sterilizzazione aiuta il gatto a essere più tranquillo e pacioso e più affettuoso.

L’intervento è di routine per tutti i veterinari, dura pochissimo e il micio si riprende in modo ottimale nel giro di pochi giorni. Nel maschio consiste nella rimozione dei testicoli, mentre per la femmina è un po’ più invasivo dato che vengono asportate le ovaie, ma si riduce a un piccolo taglio in addome con pochissimi punti, e non si vedrà nulla. Il veterinario vi prescriverà una copertura antibiotica a largo spettro per qualche giorno, e voi dovrete solo stare attenti che il micio non cerchi di levarsi i punti.

Sterilizzate i vostri mici! Fategli vivere una vita più serena e tranquilla, se lo meritano!

I Club di Razza, cosa sono e a cosa servono

Kittens play

I Club di Razza sono organizzazioni libere e indipendenti di allevatori, sotto l’egida dell’ANFI, che lavorano insieme per promuovere, incoraggiare e tutelare l’allevamento e la selezione della razza di cui si occupano. Ma che cosa fanno, nel dettaglio, e come sono fatti? Vediamolo insieme!

Anatomia di un Club di Razza

I Club sono, nella forma basilare, un gruppetto di persone, nel nostro caso allevatori e amatori della razza, che decidono di strutturarsi in una forma ufficiale e riconosciuta dall’ANFI. Giuridicamente sono associazioni senza fini di lucro (come lo è l’ANFI) e quindi sono hanno:

  • Un atto di costituzione e uno statuto, i quali non devono contenere nulla che sia in contrasto con lo statuto dell’ANFI.
  • Eventualmente un codice etico per normare le regole di allevamento e tenuta dei gatti dei soci membri.
  • Un Consiglio Direttivo, composto come minimo da un Presidente, un Segretario e un Tesoriere ma, a seconda della dimensione del Club, può essere composto da più consiglieri.
  • Un Collegio dei Probiviri, che è l’organo disciplinare che sovrintende all’applicazione dei regolamenti e a derimere le questioni tra soci.
  • Un Collegio dei Revisori dei Conti, che si occupa di verificare il bilancio e di stendere una relazione per i soci.
  • Eventualmente alcune commissioni di lavoro, per esempio la commissione stampa, la commissione allevatori, la commissione eventi.

E poi ci sono i soci, che sono il “capitale umano” più importante di un Club di Razza. Spesso i soci vengono suddivisi a seconda dell’interesse e del coinvolgimento che hanno nei confronti della razza, in generale possiamo avere:

  • i soci fondatori, cioè coloro che hanno firmato l’atto di costituzione e hanno promosso la nascita del club.
  • i soci onorari, quelli che per meriti nei confronti della razza o del club sono stati nominati tali dal Consiglio Direttivo.
  • i soci allevatori, generalmente identificati come intestatari di un affisso registrato in ANFI.
  • i soci ordinari, cioè i proprietari di gatti di razza.
  • i soci sostenitori, cioè gli amatori della razza ma che non possiedono un micio (e possono anche essere per esempio allevatori di altre razze).

Gli obblighi istituzionali di un Club di Razza

Ogni anno tutti i Club di Razza devono, obbligatoriamente:

  • indire almeno una Assemblea dei Soci, dove viene presentato il bilancio del Club, le attività passate e i piani futuri e dove vengono raccolte e votate le proposte dei membri per migliorare la vita associativa.
  • realizzare almeno una Speciale di Razza durante un’esposizione felina ANFI.

Le tre attività di un Club di Razza

Possiamo distinguere le attività generali di un Club di Razza in 3 “filoni”:

  • l’attività espositiva: le esposizioni feline sono, allo stato attuale, l’unico punto di contatto tra gli allevatori e il pubblico, che può vedere i gatti, apprezzarne i pregi e conoscere nuove razze. Un Club, in expo, organizza rassegne, Speciali di Razza e può contribuire alla realizzazione del Best Separato (cioè un Best in Show esclusivo per una razza). La presenza in expo serve per aumentare la visibilità del Club e degli allevatori iscritti, per distribuire volantini e brochure sulla razza, per rispondere alle domande del pubblico e per indirizzare le potenziali nuove famiglie con consigli e indicazioni.
  • l’attività informativa: condotta sia online che offline, comprende la presenza in rete con un sito istituzionale e l’utilizzo dei canali social per diffondere le informazioni relative al Club e alla razza, per esempio attraverso pagine o gruppi Facebook, Twitter e Google+. Il Club può fare informazione sia sulle sue attività che sulla razza, scrivendo articoli di interesse per gli allevatori e i privati e facendo approfondimento su tematiche importanti (per esempio una nuova malattia, un nuovo trattamento per una patologia già esistente, interviste ad allevatori famosi, guide e tutorial per avvicinare le persone alla razza).
  • l’attività di sostegno alla ricerca: la ricerca scientifica in campo veterinario è complessa e tragicamente senza fondi. I Club di Razza si possono fare promotori di supportare una particolare ricerca, perché magari attiene a una malattia che colpisce la razza, sia raccogliendo fondi e sponsorizzando donazioni che aiutando direttamente i veterinari coinvolti, per esempio fornendo campioni di sangue di tutti i gatti del Club per una mappatura genetica.

A chi serve un Club di Razza

Per come sono pensati e costruiti, i Club di Razza servono principalmente agli allevatori, come luogo di scambio informazioni, per conoscersi meglio tra loro e magari collaborare in modo più attivo. Contribuiscono a creare una rete di sostengo e di aiuto per tutti i propri soci, che – se il Club funziona bene! – lo vedono come punto di riferimento del loro lavoro di allevamento.
Ma servono anche ai privati, perché non è raro che una persona che prende un gatto di razza poi alla fine ci si appassioni, magari inizia a voler andare in esposizione e – chissà! – potrebbe potenzialmente diventare un allevatore. Ecco che l’esistenza di un Club aiuta anche i privati a conoscere meglio la propria razza, a sostenere anche chi muove i primi passi nel mondo della felina con la certezza di poter avere accesso da vicino a persone esperte che conoscono molto bene la razza e la vita associativa in ANFI.
E, in ultimo, servono anche a chi si avvicina alla razza per la prima volta, perché una persona in cerca di un gatto di razza si può rivolgere alla Segreteria del Club per avere indicazioni, per sapere chi sono gli allevatori più vicini e per rispondere a domande e curiosità.

L’elenco dei Club di Razza riconosciuti dall’ANFI lo trovate qui!

La guida all’acquisto del gatto di razza diventa un e-Book!

Ecco a voi, fresco di “stampa”, il primo e-Book del blog Allevogatti, dal titolo “Guida all’acquisto del gatto di razza“. Contiene tutte le puntate della nostra guida per un’acquisto consapevole del vostro gatto di razza.

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Guida all’acquisto del gatto di razza

Expo Felina Internazionale di Spoleto, 3/4 maggio 2014 – COMUNICATO STAMPA

Riceviamo e pubblichiamo con piacere il comunicato stampa relativo all’esposizione internazionale felina di Spoleto!

Expo Spoleto 2014

3-4 MAGGIO 2014: I GATTI PIÙ BELLI DEL MONDO IN EXPO A SPOLETO

Il primo weekend di maggio, il Palatenda di via Pasquale Laureti ospiterà 350 felini delle razze più straordinarie, rare e pregiate del mondo.

Spoleto, marzo 2014 * * * Spoleto (PG) si appresta a diventare, sabato 3 e domenica 4 maggio, la destinazione più ambita per tutti gli amanti dei gatti. I felini più belli e particolari del mondo saranno, infatti, protagonisti dell’Esposizione felina internazionale in scena al Palatenda (via Laureti).

Ognuno dei due giorni di expo si potranno ammirare oltre 150 gatti.

“I gatti in mostra il sabato saranno in gran parte diversi rispetto a quelli della domenica”, ha dichiarato Eleonora Marcelli, del comitato organizzatore. “In un certo senso, quindi, chi ci verrà a trovare sia il sabato sia la domenica si godrà due esposizioni differenti. Sia per gli appassionati di gatti sia per coloro che si avvicinano a questo mondo per la prima volta, l’esposizione è un’occasione unica per vedere da vicino birmani e Maine Coon, norvegesi e blu di Russia, persiani e siamesi, e tanti altri gatti di razze diverse”.

Oltre al normale programma, la giornata di sabato 3 maggio sarà caratterizzata dal Best in Show dedicato ai Sacri di Birmania; la domenica (4 maggio) sarà invece dedicata allo speciale delle razze di gatti della IV categoria e al Best in Show dei  Maine Coon.

Programma:

Sabato 3 maggio

08.00 – 09,00 Ingresso dei gatti e visita veterinaria
09.00 CCS e Conferma Colore
10.00 Inizio dei giudizi e apertura al pubblico
16.00 Best in Show e premiazioni
19.00 Termine della prima giornata

Domenica 4 maggio

08.00 – 09,00 Ingresso dei gatti e visita veterinaria
09.00 CCS e Conferma Colore
10.00 Inizio dei giudizi e apertura al pubblico
10.00 Speciale di razza
15.00 Estrazione della lotteria a favore del gattile di Spoleto
16.00 Best in Show e premiazioni
19.00 Termine della seconda giornata

Anche i gatti di casa sono protagonisti con l’iniziativa “Porta il tuo gatto”

L’esposizione di Spoleto lancia l’iniziativa “Porta Il Tuo Gatto”, dedicata ai gatti di casa: i visitatori possono portare il loro gatto, che sarà valutato dagli esperti del B.O.S.S. & CO CAT CLUB. I gatti di casa possono essere portati sabato o domenica fra le ore 11 e le 15. Per partecipare, i gatti devono essere in buona salute e in regola con le vaccinazioni.

L’Esposizione Internazionale Felina di Spoleto è una manifestazione ufficiale del Libro Genealogico di Razza Pregiata DM 22790 sotto l’egida dell’Anfi (Associazione Nazionale Felina Italiana) e della FIFe (Fédération International Féline). L’Anfi è l’unica associazione autorizzata dal Ministero a rilasciare attestati di appartenenza a una razza pregiata – il cosìddetto pedigree.

Il costo del biglietto è 8 euro. I bambini sotto i 10 anni entrano gratis.

L’orario di apertura al pubblico sarà dalle ore 10 alle 19 per entrambi i giorni di esposizione.

Per ulteriori informazioni:
+39 347 129 95 76
Pagina Facebook ufficiale: www.facebook.com/ExpoFelinaSpoleto

Informazioni stampa

Inspire Communication
Alberto Manzo | Andrea Donna
+39 347 27 72 616 | +39 339 125 60 81

E’ lecito registrare i cuccioli all’estero?

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Una nostra lettrice ci pone un interessante quesito a proposito della normativa riguardante l’allevamento felino in Italia.

Ma un allevatore italiano può fare pratiche all’estero?

Questa domanda non è nuova, è girata spesso negli ambienti felini ed è stata considerata per molto tempo una “soluzione” per chi, pur allevando in Italia, non voleva (e tutt’ora non vuole) legarsi all’ANFI per varie ragioni: pregressi, antipatie, diverse visioni o semplice gusto personale.

Ecco il ragionamento che viene fatto dagli allevatori che vogliono stare in FIFe ma non in ANFI:

  • Il corpus normativo in vigore attualmente in Italia per l’allevamento deriva, in primis, da una direttiva comunitaria che delega agli stati membri dell’UE la regolamentazione in merito alla produzione felinotecnica nazionale.
  • L’Italia, applicando la legge, ha riconosciuto i regolamenti dell’ANFI come validi e coerenti, e li ha dichiarati idonei a diventare “de facto” le linee guida dell’allevamento del gatto entro i confini nazionali.
  • Ma i regolamenti ANFI altro non sono che i regolamenti FIFe, perché l’ANFI è un club nazionale della FIFe e quindi ne eredita i relativi disciplinari.
  • Quindi, se i miei pedigree sono emessi in FIFe va da sé che sono emessi entro gli stessi regolamenti dell’ANFI e quindi nei regolamenti nazionali. E quindi sono validi, lo dimostra anche il fatto che se importo un gatto FIFe non devo fare altro che inviare il pedigree e il transfer in Ufficio Centrale e il gatto viene registrato.
  • Meglio ancora se trovo un paese che ha fatto lo stesso percorso dell’Italia nel riconoscimento di un’associazione nazionale come detentrice del Libro Genealogico: essendo la legge originaria valida per tutti i membri dell’UE, se uno stato ha adottato la stessa procedura  italiana, i pedigree emessi da quello stato devono essere mutuamente riconosciuti anche dall’Italia, e quindi dall’ANFI.

Apparentemente non c’è nulla di sbagliato in questo ragionamento e di fatto alcuni allevatori lo hanno adottato. Peccato però che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAAF), cioè il nostro referente governativo per la felina, ha emesso un parere in merito proprio a questo punto (si veda il Parere Ministeriale del 1/10/2009) In particolare, in riferimento all’ANFI, il parere recita:

Nel nostro paese codesta associazione è l’unica, allo stato attuale, riconosciuta ed autorizzata a gestire il libro genealogico al quale deve essere iscritta la produzione felina nazionale di razza. Non possono essere consentite iscrizioni ad altri libri genealogici di animali allevati in Italia senza che sia avvenuto l’effettivo spostamento degli animali in altri paesi. La residenza del proprietario/allevatore degli animali è ininfluente: ciò che conta è la sede dell’allevamento. Anche perché verifiche e controlli non possono che essere attuati in Italia da parte di una organizzazione nazionale riconosciuta sotto la vigilanza di questo Ministero. Né, tantomeno, può essere una organizzazione non nazionale ad autorizzare il passaggio virtuale di un allevatore da un libro all’altro.

Questo parere, che di fatto è l’indirizzo ufficiale interpretativo del MIPAAF in merito, sancisce due cose importanti:

  • Se un allevamento è in Italia deve registrare i gatti e i cuccioli in ANFI.
  • Nessuno vieta la doppia o tripla associazione né la registrazione del gatto già registrato in ANFI in altri circuiti, per esempio il WCF, il CFA o la TICA. Ma prima di tutto il gatto/cucciolo deve essere in possesso del certificato genealogico ANFI.

Quindi, per tornare alla domanda della nostra amica lettrice: si, un allevamento può fare le pratiche all’estero, in Europa o in USA o dove gli pare, ma prima di tutto deve avere la documentazione in regola in ANFI. Quindi registrare tutte le cucciolate, richiedere i pedigree per ogni cucciolo, registrare i passaggi di proprietà e gestire i riproduttori. Posto questo, può fare quello che vuole, ma dopo.

Per ragioni strettamente legate anche al tipo di razza che si alleva, può essere importante far concorrere il proprio gatto per esempio nel circuito CFA e quindi registrarlo con un pedigree CFA in modo da poterlo esporre e “grandarlo” (cioè fargli fare titoli) in quella tipologia di esposizioni, ma non è possibile, se il gatto è nato in Italia, omettere il passaggio di registrazione ed emissione del pedigree in ANFI. Una volta disbrigate le pratiche ANFI, chiaramente l’allevatore potrà decidere di iscrivere la cucciolata e richiedere anche un pedigree CFA che gli potrà essere più spendibile su quel circuito, secondo le sue esigenze di selezione e di collaborazione con altri allevatori.

Guida all’acquisto del gatto di razza #6 – I primi giorni insieme

kitten

Siamo arrivati all’ultimo articolo della nostra guida all’acquisto del gatto di razza. E’ stato un viaggio che vi ha fatto scoprire alcuni dettagli importanti dell’universo degli allevamenti felini, avete conosciuto il vostro allevatore di fiducia da cui avete preso il nuovo compagno di vita che adesso è ancora nel trasportino, pronto a esplorare e scoprire la nuova casa. Vediamo insieme alcuni consigli per minimizzare lo stress del cambio casa e per rendere i primi giorni insieme felici e interessanti per entrambi!

Vietato generalizzare

Mai come in questo caso è un errore generalizzare troppo: quello che vale per una razza può non valere per un’altra e soprattutto ogni cucciolo è un universo a sé stante e il supporto dell’allevatore del vostro micio è fondamentale in tutto il percorso di inserimento nel vostro nucleo familiare. Chiedete quindi con precisione all’allevatore quali sono i passi principali da rispettare per un corretto inserimento, seguiteli alla lettera e, in caso di dubbi, chiamatelo!

Alcune indicazioni generali per un corretto inserimento

Al bando le generalizzazioni, posso però darvi qualche indicazione generale, di comportamenti usuali e normali per un cucciolo che cambia casa.

  • in macchina, nel tragitto verso casa vostra, piange e gratta perché vuole uscire. E’ un comportamento normale, il cucciolo è piccolo, non avrà fatto moltissimi viaggi in auto e se  il viaggio verso casa vostra è lungo, può essere straziante sentirlo piangere e lamentarsi. Come consiglio spassionato e assolutamente generico vi dico di non cedere alla tentazione di liberarlo e di fargli fare il viaggio in braccio a voi, perché rischiate di non abituarlo mai alla macchina e di avere un gatto che dovete sempre, in ogni circostanza, far viaggiare in braccio a qualcuno.
  • appena arrivati in casa e aprite il trasportino, non esce o, se esce, corre a nascondersi da qualche parte (che di solito è sotto il divano o in un angolo riparato). Anche questo comportamento è normale. I gatti vivono di odori, il loro è un mondo quasi completamente olfattivo. Si accorgono subito che casa vostra non è la casa dove sono stati fino a qualche ora prima e hanno bisogno di un po’ di tempo per “ricostruire” la loro mappa olfattiva e sentirsi a proprio agio.
  • non va subito a mangiare nè usa la cassetta nelle prime ore. Anche questo fa parte del rituale di adattamento alla nuova casa, state certi che un gatto ben educato e ben socializzato sa perfettamente dove nutrirsi e dove sporcare, ma può capitare i primi giorni che non utilizzi la lettiera o la utilizzi “male” (per esempio sporcando in giro). Lasciategli il tempo di abituarsi, nel giro di pochi giorni sarà tutto a posto.
  • la prima notte piange disperato. E’ un gatto, ma è anche un gatto abituato a stare con la mamma e i fratellini, per cui si può sentire un po’ solo i primi giorni! Tenetelo con voi, fategli molte coccole, distraetelo con il gioco, rispettate i suoi ritmi di sonno/attività e fategli sentire il calore umano. Non servirà molto tempo per fargli capire che si può fidare di voi e che potete essere la sua nuova famiglia!

L’inserimento con altri gatti, cani o altri animali

Se il cucciolo che entra nella vostra casa è l’unico animale presente, sarà molto più semplice inserirlo nel modo corretto. Diverso è invece se avete già altri animali in casa, che siano altri gatti, cani, furetti, conigli, uccellini ecc. Anche in questo caso il supporto dell’allevatore è fondamentale, perchè sicuramente nella sua attività di allevamento gli sarà capitato di gestire inserimenti di vario tipo e saprà indicarvi al meglio cosa fare e come gestire la situazione. Vale sempre il principio del buon senso, e della capacità empatica di ognuno di noi nel cogliere le esigenze del cucciolo e degli altri animali di casa vostra.

Qualche consiglio:

  • Non pretendete che il cucciolo diventi amico degli altri animali di casa nel giro di pochi minuti. Il processo di inserimento può essere più o meno lungo, a seconda dei soggetti e della loro indole.
  • Gli errori si pagano. Se avete 6 cani e il vostro cucciolo di gatto non ha mai visto un cane in vita sua, l’errore più grande che potete fare è aprire il trasportino davanti ai cani. Non è che perché sono animali entrambi allora si devono piacere a tutti i costi. E vi posso garantire che il gatto, anche se piccolo, si sa difendere molto bene!
  • Lasciate sempre, nei primi giorni, alcune ore riservate al cucciolo in cui vi occupate esclusivamente di lui (o lei!) in uno spazio separato della casa. Il micio ha bisogno di “decomprimere” lo stress che accumula nel cambio casa, anche se non lo da a vedere, e di rilassarsi con coccole, giochi solitari e una bella e sana dormita. Approfittate di questi momenti per rinforzare il legame con il vostro nuovo micio!

La prima visita dal vostro veterinario

Quando l’inserimento sarà finito e con il supporto dell’allevatore, potrete portare il vostro cucciolo a fare la conoscenza del veterinario. Portate con voi tutta la documentazione, fate tutte le domande che vi passano per la mente e iniziate a pianificare i primi appuntamenti, che sono generalmente:

  • La terapia antiparassitaria stagionale (pulci, zecche e filariosi).
  • La sterilizzazione.
  • Il richiamo vaccinale a un anno di distanza dalla prima vaccinazione.

Buona vita!

Ed è tutto. La nostra guida è finita, voi siete felici proprietari di un bellissimo e sanissimo cucciolo di razza, avete un allevatore serio che vi supporterà durante tutta la crescita e la vita del vostro micio e un veterinario fidato al quale appoggiarvi per qualunque problema dovesse mai arrivare.

Godetevi il vostro nuovo amico a 4 zampe e ricordatevi sempre che un gatto è bello, ma due è meglio!