Il flehmen nel gatto: cos’è e cosa significa

Micio annusa qualcosa con insistenza, poi si blocca improvvisamente, apre la bocca, scopre i denti, e rimane come paralizzato per qualche secondo, come potete vedere in questo video.

Che succede?

Niente di preoccupante, ha appena sperimentato la reazione del flehmen.

Flehmen: dal verbo tedesco flehmen, mostrare l’arcata superiore dei denti

E’ una reazione osservata nei gatti ma anche nei felidi in generale (leoni, tigri), nei cavalli, nei bisonti, nei tapiri e in diversi altri animali. Tutti questi animali hanno l’organo vomeronasale (così chiamato per la sua vicinanza al vomero e alle ossa nasali) che reagisce in modo particolare a una certa classe di odori e feromoni. Quando l’animale viene in contatto con questi odori, la reazione del flehmen aiuta l’organo ad “avvicinarsi” all’odore per esaminarlo e registrarlo.

Ma quali sono questi odori? Principalmente sono legati al ciclo estrale e all’urina di altri gatti, non è raro vedere la reazione in gatti che vivono in comunità e si “annusano” a vicenda. Il gatto non sperimenta la reazione su cattivi odori, tipo i detergenti chimici, ma è un suo modo per richiedere “maggiori informazioni” sull’odore che ha appena sentito. Insomma, quando vedete che il vostro gatto ha questa reazione, significa che ha trovato un odore interessante!

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Toelettatura: gli indispensabili!

Quali sono gli strumenti indispensabili per una corretta toelettatura casalinga del gatto? Tutto dipende dalla razza e dal tipo di pelo, un Persiano avrà bisogno necessariamente di più attenzione e prodotti specifici rispetto a un Siamese, quindi è importante il supporto del vostro allevatore per una corretta gestione del pelo del vostro micio. Ci sono però alcuni prodotti e accessori che servono quasi a tutti i gatti, vediamoli insieme!

Il cardatore (per i gatti a pelo semilungo e lungo)

Il cardatore è un pettine a denti in metallo su una base rettangolare o quadrata. E’ perfetto per pettinare i peli semilunghi o lunghi. E’ importante che i dentini del cardatore siano morbidi e non rigidi, dato che possono dare molto fastidio alla pelle del micio. Si usa per la pettinata settimanale o quotidiana, su tutto il corpo. Toglie molto bene il pelo “morto” e – se il modello è quello giusto – al gatto non da problemi.

La spazzola di gomma (per i gatti a pelo corto)

Il cardatore, o altri pettini a maglie larghe, sono inutili su un gatto a pelo corto. In questo caso è necessario utilizzare spazzole di gomma o in silicone, da massaggiare sul pelo per asportare il pelo “morto”.

Il pettine a denti stretti

Utile sia nei gatti a pelo lungo/semilungo che corto, è chiamato anche “pettine antipulci” perché ha proprio quella funzione. Sperando di non usarlo mai per togliere antipatici animaletti sul pelo del nostro micio, si usa però per togliere residui e sporcizie varie dal pelo, nei gatti a pelo lungo/semilungo va usato prima del passaggio del cardatore.

Lo shampoo neutro

Per uno shampoo di “emergenza” casalingo, senza alcuna pretesa di resa professionale come i prodotti appositi, ci sono in commercio molti prodotti che vanno benissimo e che vi consiglio di tenere in casa. Io ne ho provati alcuni e vi posso dire che il fanno il loro dovere molto bene! Non vi consiglierò nessuna marca, la cosa importante è che sia neutro e adatto ai gatti (non usate lo shampoo a uno umano, il PH delle pelle dei gatti è diverso dal nostro!)

Il tagliaunghie

Il taglio delle unghie del gatto è importante e andrebbe fatto regolarmente ai nostri amici felini. Lo strumento adatto è ovviamente il tagliaunghie specifico.  Ricordatevi di tagliare solo la punta dell’unghia e di non andare troppo in profondità, o rischierete di provocare una piccola emorragia!

La strategia di comunicazione online di un allevamento felino

Cat and Computer

Nell’era dei social network, di Facebook e di Twitter, è sempre più importante anche per un allevatore gestire la propria presenza online in modo efficace: un sito web non basta più, bisogna “esserci” ed esserci bene. Un allevatore deve essere ben introdotto nel suo ambiente, deve essere conosciuto dai suoi pari e deve godere sempre, il più possibile, di un buon nome. Perché questo significa, oltre alle ovvie maggiori probabilità di essere contattati per i cuccioli, anche la possibilità di essere contattati per collaborazioni con altri allevatori, che è fondamentale per la creazione e l’espansione del proprio circuito.

Non serve necessariamente affidarsi a un esperto di comunicazione (anche se qualche consiglio sarebbe bene ascoltarlo e altrettanto sarebbe bene imparare da “quelli bravi”) ma è necessario scendere nell’arena e confrontarsi, perché qui, come altrove, chi si ferma è perduto!

Il sito web

E’ fondamentale che abbiate un sito web. Non è più concepibile che un allevatore, che di fatto è una persona che svolge un’attività rivolta al pubblico, che è iscritto nel registro degli allevatori ANFI, che è presente in esposizione, che viene fotografato, i cui gatti magari vanno anche in televisione, non abbia una presenza web.
Sia che lo facciate “in casa” che vi rivolgiate a un esperto, libero professionista o web agency, ecco i miei consigli:

  • Scegliete un layout grafico semplice e curato. No agli sbarluccichini, ai testi marquee, al puntatore del mouse modificato, alla musica sottofondo che parte in automatico, al guestbook, al testo blu-sfondo nero. Vi prego no. Gli anni ’90 sono finiti da un pezzo.
  • Preferite sempre e comunque la leggibilità all’impatto grafico. Un semplice testo nero su sfondo bianco andrà benissimo, un menu (orizzontale o verticale, come preferite) semplice e facilmente navigabile. Se volete sbizzarrirvi nella creatività, potete optare per una bell’header o un footer creativi.
  • Cercate di evitare la splash-page con la scelta delle lingue. Ricordate che più lontano è il vostro visitatore dal contenuto che gli interessa, più alta è la probabilità che se ne vada senza nemmeno provarci.
  • Assolutamente bandito Flash. Ma c’è ancora qualcuno che fa siti in Flash?
  • E’ fondamentale ormai che il vostro sito sia responsive, cioè che si veda ottimamente su tutti i dispositivi, sia cellulari che tablet che computer.
  • Le pagine essenziali del vostro sito dovrebbero essere: chi siamo, i gatti, i cuccioli, dove siamo, contatti. Cercate di mettere molte foto, più professionali possibile.
  • Prevedete anche una sezione blog o notizie, che dovrete aggiornare periodicamente. Se non avete in mente di aggiornarla (non ho tempo!) non fatela proprio.

Facebook

Sicuramente avrete già una presenza su Facebook. Pare che tutto il mondo felino si sia trasferito su Facebook negli ultimi anni e che sul gigante blu si consumino le peggiori tragedie. Ecco qualche consiglio (ci sono passata, ve li dico a ragion veduta):

  • Cercate sempre di mantenere un contegno decoroso nella vostra comunicazione su Facebook. Non lasciatevi trasportare da discussioni accese, non scrivete su gruppi aperti insulti e offese, tenete un’immagine moderata e professionale il più possibile. Non litigate e non raccogliete provocazioni. Ricordatevi che, così come voi siete su Facebook, lo sono anche le persone che vi scrivono per i cuccioli, che sicuramente andranno a fare un giro e si faranno un’idea di voi ben prima di conoscervi.
  • Create una pagina Facebook per il vostro allevamento, e chiamatela con un nome riconoscibile che comprenda il vostro nome di affisso e la razza che allevate. Invitate tutti i vostri amici, gli allevatori e i proprietari dei vostri cuccioli e inserite aggiornamenti, foto e video dei vostri gatti.
  • Potrebbe essere una buona idea quella di targhettizzare il vostro profilo personale sull’attività dell’allevamento. Questo dipende dall’uso che fate di Facebook e che tipo di contenuti generalmente pubblicate. Se notate che negli ultimi tempi avete postato solo gatti, foto di gatti, video di gatti, pensate a farla diventare la vostra immagine pubblica completa. Come consiglio, tenete un 15-20% di spazio per cose vostre personali che esulino dall’allevamento.

Twitter

L’uccellino azzurro è diventato sempre più popolare, ma ancora non raccoglie i consensi degli allevatori. Pochi hanno un profilo Twitter e, i pochi che ce l’hanno, lo usano sporadicamente. Ecco comunque alcuni consigli:

  • Il vostro nickname su Twitter dovrebbe essere il nome dell’allevamento.
  • Preferite post fotografici.
  • Twittate gli aggiornamenti del vostro sito (nuovi articoli, notizie, foto dei gatti).
  • Seguite gli altri allevatori e tutti gli utenti che hanno una relazione con il mondo pet (produttori di cibo per animali, organizzatori di esposizioni, associazioni internazionali).

Instagram, Pinterest, Youtube e gli altri

Se tutti sono su Facebook, qualche ardimentoso si lancia con Twitter, ben pochi sono gli allevatori attivi sugli altri social network come Instagram, Pinterest, Tumblr, Youtube o Flickr. La regola, in questo caso, è sempre la stessa: iscrivetevi usando come nickname il vostro allevamento e cercate di differenziare il più possibile l’utilizzo dei vari social network. Se non avete niente da dire su Pinterest, non è necessario “esserci” per forza, un profilo inutilizzato è molto peggio di nessun profilo.
Usate invece i social network fotografici se siete appassionati di fotografie, per esempio se siete di quelli che, durante un fine settimana espositivo, tornano a casa con 600 foto. Selezionate le migliori, caricatele su Flickr e condividete l’album sul vostro sito web e sulla vostra pagina Facebook, taggando gli amici e inserendo i nomi dei gatti fotografati. Questo è un ottimo uso integrato dei social!

Ehi ma ti sei dimenticata Google+!

No, non mi sono dimenticata del social di Mountain View. Bellissimo, io personalmente lo adoro per tante cose, ma non c’è nessuno. Nessuno. In questo momento può essere utile, da un punto di vista di promozione allevatoriale, solo per linkare l’autorship di Google al vostro blog/sito. Nulla di più. Vedremo se tra qualche tempo prenderà piede, ma per ora – per un allevatore – è inutile.

Il segreto di una buona strategia di comunicazione

E’ semplice: essere sempre voi stessi, e cercare di far vedere che dietro a un nickname, a un sito, a un post su un blog o a un video su Youtube ci sono persone che allevano gatti, che li amano, che lo fanno per passione e che vogliono condividere un pezzetto della loro vita con gli altri. Siate genuini, non postate solo ed esclusivamente foto in studio ma fate vedere la vostra casa, dove vivono i vostri gatti, fate un video dei cuccioli o foto dei mici che dormono nelle loro classiche posizioni “da gatto”.

Siate voi stessi, sempre! E’ il miglior investimento che possiate fare!

Giochi per i cuccioli (e per i gatti grandi!)

Quali sono i giochi per gatti “must have” per un allevatore o un proprietario? Vediamoli insieme!

Le palline e i topini di stoffa

I giochi migliori per i cuccioli ma anche per i grandi. Esistono modelli di ogni genere, di plastica, di gomma, in sisal, al catnip, con i sonagli, di similpelle e perfino di pelle di animale (che, francamente, mi paiono tanto di cattivo gusto!). Consiglio personale, che faccio sempre: ai topini di stoffa tolgo la coda, perché mi è capitato diverse volte che tentassero di mangiarla. Il gioco da fare con le palline e i topini è quello classico del lancio, ma si può evolvere nel riporto (ho avuto gatti che lo facevano!) e alle simulazioni di caccia.

Le cannette piumate

Imprescindibili! Stimolano l’attenzione e la caccia, e soprattutto sono un gioco da fare con gli umani. Aiutano il micio a interagire in modo corretto con noi e, soprattutto con i cuccioli, sono fondamentali per sviluppare un corretto approccio sia tra i felini che con gli umani. Ci sono un’infinità di modelli di cannette, i miei gatti preferiscono quelle con le piume e i sonagli, ma il mercato è talmente vasto che c’è un modello per ogni gusto possibile.

Il puntatore laser

Un gioco molto particolare: è un piccolo puntatore, tendenzialmente a forma di topolino, che emette un debole fascio di luce laser. Divertentissimo per i gatti, può però provocare frustrazione perché il gatto ha bisogno della “preda” da afferrare, e il puntino è ovviamente inafferrabile. Da usare con cautela, attenzione a non puntare mai la luce negli occhi del gatto (e nemmeno nei nostri!).

I tunnel

Sono i giochi perfetti per i cuccioli. Introdotti all’età giusta, diventano sia uno spazio gioco collettivo che un luogo riparato dove riposarsi, e sinceramente vedere un adulto che cerca di infilarsi nel tunnel dei cuccioli è divertentissimo! Ci sono modelli arricchiti con topini e sonagli, adattissimi a cuccioli vivaci.

 

I giochi intelligenti

Il gatto è un animale molto intelligente ed è giusto stimolare la sua creatività e il suo acume con giochi adatti. Da qualche tempo sono usciti in commercio alcuni giochi “intelligenti” che servono proprio a questo. Vedere un micio alle prese con questi giochi è divertente ma anche molto istruttivo, ci fa capire quanto siano davvero evoluti i nostri mici! Ce ne sono di vari tipi, da quelli con le palline intrappolate ai “rompicapo” che mettono in premio gustosi croccantini.

Il tiragraffi

Il “re” degli accessori per i gatti, il vero “must have” per ogni gattofilo. Chiamati anche palestre, sono strutture più o meno grandi, con ripiani, cucce e cuccette e molto spesso giochini appesi che sono un vero paradiso per i mici. Sono ricoperti in sisal e quindi perfetti per farsi le unghie (così da non usare il divano!) ma i mici li usano anche per dormire, per giocare, per arrampicarsi, per osservare il mondo dall’alto. Ce ne sono veramente di ogni dimensione e prezzo, dai più semplici a quelli sofisticatissimi, con molti accessori e che utilizzano anche materiali pregiati. La scelta è enorme!

Tutte le immagini di questo articolo sono tratte dal sito Zooplus.it, al quale non siamo affiliati in alcun modo. 

Allevare, che passione!

Cucciolo

Piccolo compendio della vita dell’allevatore medio… perché allevare è bello e da tante soddisfazioni, ma preso con ironia è meglio. Molto meglio…

Nasce una cucciolata, 5 cuccioli, tutte femmine.
Avrai solo ed esclusivamente richieste per maschietti. E vale il contrario. Sempre.

Prendi una monta esterna per tenere una femmina.
Nascono tutti maschi. Bellissimi.

Vedi su Internet una foto di un cucciolo appena nato che DEVE essere tuo.
E’ prenotato da due anni.

Finalmente, dopo anni, ti nasce una splendida tortie disposta esattamente come volevi.
Ha il nodo alla coda.

Hai una femmina che inizia le doglie, si rompono le acque, forse sta uscendo il primo cucciolo, esce una zampa, forse la coda, un gomito… è incastrato, lei spinge da due ore, ti metti il cappotto e corri in clinica perché sai già che finirà in un cesareo.
E’ la mattina di Natale.

Passi due ore del tuo venerdì sera a lavare il gatto che il giorno dopo devi portare in expo. 
La prima cosa che fa quando hai finito è andare in lettiera, e dai rumori che produce sai già che non ne uscirà nulla di buono. E il gatto è bianco.

Non vedevi l’ora di avere una cucciolata di bianchi e neri!
Un quadro di Picasso ha una disposizione di colore infinitamente migliore.

In expo specifichi sottolineandolo tre volte che vuoi stare vicino alla tua amica.
Non solo siete ai capi opposti del palazzetto, ma hanno iscritto lei il sabato e tu la domenica.

Hai pianificato con cura i nomi che vuoi dare ai cuccioli di quest’anno, e hai già riservato un nome spettacolare per la femmina che sicuramente nascerà nella prossima cucciolata.
Tutti gli allevatori che conosci chiamano una femmina con quel nome. Prima di te.

Speri di riuscire a portare uno dei prossimi cuccioli in arrivo alla Mondiale a fine ottobre in classe kitten. 
Compiranno 7 mesi il giorno prima dello show.

E in ultimo…
… il dogma massimo dell’allevatore, quello che ognuno di noi deve tenere a mente sempre, in ogni momento: c’è sempre un gatto più bello.

E di solito, non è il tuo.

Riflessioni sul mondo della felina

gatto nero

L’altro giorno una ragazza che sta iniziando ad allevare mi ha fatto riflettere, con questa affermazione:

pensavo che l’ambiente della felina fosse più rilassato!

Ha ragione. Molti lo pensano all’inizio, e anch’io ero tra quelli, quando a mia volta ho cominciato. Pensavo, nella mia beata ignoranza, che fosse un ambiente amichevole, di gente disposta ad aiutarsi, con la possibilità di farsi nuovi amici che condividono la stessa passione. E’ vero, ma in parte. In piccola parte. Ho capito quasi subito che mi ero sbagliata, e di grosso.

Ho cercato di spiegare a questa ragazza quali sono i punti cardine dell’ambiente felino, e con che cosa dovrà confrontarsi nel suo percorso di allevatore. Eccoli qui.

Competizione

Altissima. Inutile negarlo, la competizione fa parte del gioco. Viene dal meccanismo delle expo, delle classifiche e dei titoli, che ci porta a competere uno con l’altro. Perché solo un gatto può essere migliore della varietà o best in show maschi adulti, e quel gatto magari non è il mio, ma quello del mio amico fraterno. E questo, dai oggi, dai domani, può scatenare rivalità ferocissime. Ci sono allevatori che comprano scientemente un cucciolo di un particolare colore per andare in scontro apposta con il loro “nemico” mortale, giusto per “rompere”.

Gossip

Ricordo che, qualche tempo fa, girava la voce che un gatto piuttosto famoso fosse morto di cardiomiopatia ipertrofica. Oppure un altro gatto, che si diceva generasse cuccioli che morivano entro l’anno di vita. O ancora, una femmina data per sterilizzata, che sterilizzata non era e veniva fatta riprodurre sotto falso nome. Tutto falso. E’ l’antica arte del gossip, che in felina raggiunge livelli di raffinatezza quasi poetica. Un tuo cucciolo starnutisce in expo? Dopo due giorni hai l’herpesvirus e il calicivirus in casa. Ti sei dimenticato di mettere un gatto nella pagina “I miei gatti” del sito dell’allevamento? E’ sicuramente morto in circostanze sospette e tutta la sua linea ha una malattia gravissima. Insomma, sto parlando di gossip cattivo, di quello fatto apposta per danneggiare qualcuno, per fargli perdere di credibilità e di immagine. Bisogna imparare a farci i conti, a separare il delirio da quello che potrebbe essere vero e cercare di evitare di partecipare al gioco “massacra l’allevatore” il più possibile.

Il tuo migliore amico

Non conto più le amicizie fortissime nate in felina e dissolte dopo poco tempo. Sono innumerevoli, e sono capitate anche a me. Oggi siamo amici, condividiamo tutto, sappiamo tutto uno dell’altro e domani non ci guardiamo più in faccia. Succede perché a un certo punto uno dei due inizia a rompere il patto della fiducia, a parlottare con altri di cose che dovrebbe tenere per sé e che ovviamente arrivano tempo due secondi all’orecchio dell’altro. E se so che mi parli dietro, se so che le mie confidenze e quello che succede nel mio allevamento diventano di dominio pubblico, è motivo più che sufficiente per rompere un rapporto, di qualunque intensità esso sia.

La poltrona

Per ragioni a me ignote, pare che sia di gran prestigio avere una poltroncina in associazione. Di qualunque genere essa sia. E qui si scatena la politica, con elezioni a cordata, sondaggi pre-elettorali, creazioni di liste e di sostenitori che manco in Parlamento. Ovviamente il gioco politico ha distrutto più di un rapporto e ha contribuito e contribuisce a creare antipatie, delusioni e acredine tra gli allevatori.

E allora, come si sopravvive?

Sbagliando. Purtroppo non c’è altro modo. Si sbaglia e si continua a sbagliare, io personalmente l’ho appena fatto nonostante l’esperienza e nonostante avessi avuto diversi campanelli d’allarme. Purtroppo siamo umani, abbiamo bisogno di un gruppo, di confrontarci, di parlare con persone amiche e di darci una mano l’un l’altro. Questo bisogno di socialità ci porta a sbagliare. Perché per evitare tutto questo bisognerebbe chiudersi in casa, non andare mai in esposizione, non frequentare le assemblee ANFI a nessun titolo, non candidarsi mai a nulla, non avere rapporti con nessun altro allevatore.
Ma è impossibile. E’ impossibile perché solo con il confronto si cresce, abbiamo bisogno del confronto continuo per vedere dove sbagliamo e dove stiamo centrando il punto, per migliorare sempre di più il nostro lavoro. E quindi dobbiamo metterci in gioco.

Sbagliamo, sbaglieremo ancora e continueremo a sbagliare. Impareremo dai nostri errori giusto in tempo per commetterne altri, ci saranno momenti in cui ci chiuderemo a riccio con noi stessi e altri dove ricominceremo a fidarci delle persone e a frequentare attivamente l’ambiente felino. Non ci sono formule magiche, purtroppo. Almeno, io non ne ho trovate!

Insomma, dopo aver spiegato tutto questo, la ragazza che vuole iniziare ad allevare vuole ancora iniziare ad allevare. Spero che farà meno errori di quelli che ho fatto io, spero sempre che frequenterà persone che non saranno mai invidiose o gelose di lei e dei suoi gatti e spero soprattutto che, se prenderà botte, saprà rialzarsi e continuare più decisa di prima. Io sono ancora qui, molti sono ancora qui, e spero di trovare anche lei tra qualche anno, con le spalle larghe e i piedi ben piantati per terra!

L’Associazione Nazionale Felina Italiana: cos’è e come funziona

ANFI

L’Associazione Nazionale Felina Italiana (ANFI) è l’associazione che si occupa della produzione felinotecnica in Italia, che sovraintende la gestione e l’emissione dei pedigree dei gatti di razza e di tutte le pratiche correlate ed è anche il cappello sotto il quale si svolge tutta l’attività associativa, dalle esposizioni ai convegni alle assemblee.

Vediamo in dettaglio come funziona!

Un po’ di storia

L’attività felinotecnica italiana inizia negli anni ’30, con l’organizzazione delle prime esposizioni feline a Milano, Torino e Firenze. Sospesa a causa del conflitto mondiale, riprende con vigore nel primo dopoguerra. Nel 1946 nasce la Federazione Felina Italiana (FFI). Nel 1949 una delegazione italiana insieme con le delegazioni francesi e svizzere, fondano la FIFe.

Negli anni seguenti, l’attività dell’FFI, in seguito ANFI, si espande sul territorio e si consolida a livello internazionale: nascono le sezioni regionali, molte persone iniziano a partecipare all’attività associativa e a richiedere l’affisso, vengono organizzate molte esposizioni e l’Italia ospita alcuni convegni e incontri internazionali. Il tutto culmina nell’organizzazione della Mondiale del 1999, il più prestigioso evento della FIFe. L’ANFI è, a tutt’oggi, uno dei membri più rappresentativi della FIFe e negli ultimi anni ha ottenuto la gestione dei libri genealogici da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Il Consiglio Direttivo Nazionale

Eletto da una rappresentativa di soci, rimane in carica per 3 anni ed è l’organo direttivo dell’ANFI. E’ composto da 9 membri eletti tra i soci con i requisiti di anzianità richiesti nello Statuto dell’Associazione. Il CDN elegge le cariche interne, che sono il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario e il Tesoriere. Si occupa principalmente di:

  • Gestire la vita associativa a livello nazionale, emanando i regolamenti necessari al suo sviluppo.
  • Approvare (o sospendere e revocare) gli affissi concessi agli allevatori.
  • Gestire il calendario espositivo italiano e assegnare le date ai comitati espositivi.
  • Gestire il bilancio dell’Associazione e determinare le tariffe di iscrizione.
  • Nominare i componenti della Commissione del Libro Genealogico.

Le commissioni

Il CDN può, se ritiene necessario, istituire delle Commissioni che si occupano di attività specifiche. Attualmente le Commissioni presenti sono:

  • La Commissione Esposizioni e Gabbie, che si occupa della gestione delle gabbie usate in expo e di tutte le attività riguardanti le esposizioni.
  • La Commissione Stampa, che si occupa principalmente dell’ANFIMagazine, il giornale riservato ai soci. Fa parte della Commissione Stampa anche la Commissione Web, che si occupa invece del sito internet e delle attività correlate.
  • La Commissione Allevatori e Club di Razza, che è in carico per il riconoscimento e la gestione dei Club di Razza ANFI.
  • La Commissione Soci e Sezioni, per coordinare il lavoro delle Sezioni Regionali.
  • La Commissione Giudici, Allievi Giudici e Stewards, che si occupa del coordinamento delle tre figure in ambito espositivo.
  • La Commissione di Revisione Statuto, che si occupa di stendere e proporre le modifiche statutarie da portare in approvazione ai soci.

L’Ufficio Centrale

L’Ufficio Centrale (UC) è la sede fisica dell’ANFI (nella città di Torino) dove ha anche sede il Libro Genealogico (LOI, Libro Origini Italiano). Il LOI è l’ufficio preposto alla gestione di tutte le pratiche connesse al gatto di razza, in particolare:

  • Denunce di nascita, monte, richieste di pedigree.
  • Richiesta di iscrizione di gatti al Libro, importazioni e cessioni.
  • Iscrizione dei soci e rinnovi.
  • Controlli affisso e cucciolate.
  • Controllo delle iscrizioni in esposizione.

Le Sezioni Regionali

Ogni Regione Italiana ha una sua Sezione Regionale, una specie di “sede” distaccata dell’ANFI, che ha il compito di promuovere iniziative locali, di dare sostegno diretto ai soci della Sezione e di supportare se non organizzare direttamente le esposizioni feline. Ogni Sezione ha un suo Consiglio Direttivo Regionale (CDR), che viene eletto dai soci e rimane in carica 3 anni. Le Sezioni Regionali sono deputate a eseguire direttamente i controlli affisso e cucciolata richiesti dall’Ufficio Centrale.

I soci, nelle assemblee di sezione, eleggono anche i Delegati Regionali, in numero proporzionale alla quantità di soci iscritti (più una sezione è grande più delegati può eleggere).

L’Assemblea dei Delegati

Tutti i Delegati Regionali eletti nelle varie Sezioni si riuniscono una volta l’anno per:

  • Proporre regolamenti, modifiche e integrazioni al disciplinare ANFI.
  • Relazionare su proposte da presentare alla General Assembly FIFe, che si tiene annualmente in tarda primavera.
  • Eleggere il Consiglio Direttivo Nazionale, ogni 3 anni: l’ANFI è infatti una democrazia indiretta, cioè i soci eleggono i Delegati Regionali i quali a loro volta eleggono i membri del Consiglio Direttivo Nazionale.

I comitati espositivi

A meno di casi eccezionali, l’ANFI non organizza direttamente esposizioni feline. Sono invece i soci che, organizzandosi in comitati espositivi, gestiscono tutta l’organizzazione delle varie expo in Italia, occupandosi di trovare la location adeguata, invitare i giudici, fare promozione sul territorio, gestire i due giorni dell’evento in modo che tutto venga svolto secondo le regolamentazioni FIFe.

Fonte: Sito Istituzionale ANFI

La burocrazia di un allevatore felino

cuccioli british

In Italia siamo maestri di burocrazia, e l’essere allevatori di gatti di razza non cambia molto. Siamo sommersi di carte, moduli, form da compilare e scadenze. Vediamo insieme quali sono i principali documenti e procedure!

Rinnovo della tessera associativa

Ogni anno, entro il 31 gennaio, va rinnovata la quota associativa in ANFI. L’associazione invia per tempo una lettera in cui è contenuto il bollettino di pagamento. Il rinnovo è tassativo entro il 31 gennaio pena la perdita dell’anzianità (e, per chi ha cariche di qualunque genere in ANFI, vi è la perdita della carica). Tariffa: 26 euro.

Richiesta di affisso

L’affisso, come abbiamo visto, è il “nome” del nostro allevamento. Per richiederlo, posto di avere i requisiti, è necessario inviare il modulo di richiesta, comprensivo di pagamento, e attendere la visita dei controllori di affisso e cucciolata. Tariffa: 258 euro. 

Denuncia di nascita

Entro 30 giorni dalla nascita dei cuccioli va inviata all’Ufficio Centrale la relativa denuncia di nascita. Sono previste penali (economiche) per dichiarazioni in ritardo. La denuncia di nascita contiene i dati dei genitori dei cuccioli, il numero, sesso e colore dei cuccioli. Tariffa: 15 euro (entro 30 giorni) a salire. Dopo i 60 giorni è previsto un controllo cucciolata. 

Dichiarazione di monta

Se abbiamo preso una monta esterna, cioè il papà dei cuccioli è un gatto che non vive nel nostro allevamento, è necessario inviare contestualmente alla denuncia di nascita anche la dichiarazione di monta, controfirmata dal proprietario del maschio. E’ gratuita se il gatto ha pedigree ANFI, a pagamento se il gatto ha un pedigree fuori della normativa italiana.

Richiesta di pedigree

A seguito dell’invio della denuncia di nascita, l’Ufficio Centrale invierà a domicilio del socio (recentemente hanno iniziato a inviarle in versione elettronica!) la richiesta di pedigree della cucciolata. Nella richiesta di pedigree devono essere confermati dati eventualmente variati dalla denuncia di nascita relativa (se qualche cucciolo purtroppo non ce l’ha fatta oppure colori e sessi sbagliati). La tariffa varia a seconda che il pedigree sia richiesto o meno entro i sei mesi dalla nascita dei cuccioli. La procedura di richiesta di pedigree, con relativi costi, vale anche per la registrazione di un gatto importato in ANFI (per esempio un gatto comprato all’estero), per il quale va emesso un pedigree italiano. Le tariffe sono le stesse. Tariffa: 13 euro a cucciolo (a salire se richiesta dopo i 6 mesi dalla nascita).

Passaggio di proprietà

Il passaggio di proprietà, come abbiamo visto, è il documento che varia la proprietà di un cucciolo che, dal momento della registrazione, cessa di essere di proprietà dell’allevatore e diventa di proprietà della famiglia. Questo documento può essere richiesto dall’allevatore o richiesto dalla nuova famiglia e la tariffa varia a seconda che venga richiesto entro i 6 mesi dal cambio di proprietà o successivamente. Tariffa: 20 euro (a salire se richiesto dopo i 6 mesi dal cambio casa).

Iscrizione in esposizione

Per poter partecipare a un’esposizione felina è necessario iscriversi compilando generalmente un modulo online predisposto dal comitato organizzatore. Nel modulo vanno indicati con precisione i dati dei gatti che vogliamo esporre (nome, sesso, classe di concorso, genitori) e i nostri dati. Il costo per partecipare a un’esposizione può variare a seconda del comitato. Tariffa: in generale 26 euro al giorno a gatto (con variazioni).  Ci sono molti altri moduli che ANFI prevede, a titolo di esempio:

  • certificato di variazione di stato riproduttivo (da inviare quando sterilizziamo un gatto del nostro allevamento).
  • richiesta di censimento, cioè l’elenco di tutti i gatti a noi intestati (da fare periodicamente!).
  • richiesta di iscrizione di titoli dei gatti.
  • richiesta di diplomi e coccarde per i risultati espositivi.
  • registrazione della comproprietà di un maschio.
  • modulo di registrazione di hosting.

Per un elenco completo consultate la pagina Tariffe del sito istituzionale ANFI e l’area di download dei documenti.

Ritratto dell’allevatore tipo

Gatto che ride

Ma chi sono davvero gli allevatori di gatti?

Questo, nato come post serio e ponderato, durante la scrittura è diventato un ricettacolo di amenità varie, che ovviamente non perdo nemmeno un secondo e vi sottopongo subito. Enjoy!

  1. L’allevatore tipo guarda ogni cosa come se ci fosse uno standard, e va in crisi di panico quando scopre che no, no c’è lo standard pubblicato sul sito FIFe della sedia Stokke e, anche se ci fosse no, non puoi averla colorpoint.
  2. L’allevatore tipo vuole tutto un po’ “di più”. Vorrebbe probabilmente essere un po’ più alto. Alcuni di loro, allo stadio terminale, pensano di impiantarsi una protesi per avere più mento.
  3. L’allevatore tipo conosce a memoria prezzi, valori nutrizionali e scontistica di qualunque marca di cibi per gatti presente sul mercato.
  4. L’allevatore tipo ha visioni mistiche quando trova una cuccia di una variante di colore che non ha mai visto prima e ne compra immediatamente due.
  5. L’allevatore tipo conosce le regolamentazioni per il trasporto aereo di ogni compagnia operante sul territorio italiano e ne molesta scientificamente i call center chiedendo ossessivamente se rispettano lo standard IATA.
  6. L’allevatore tipo ha pulsioni sessuali verso ogni essere vivente del sesso a lui gradito che abbia una laurea in medicina veterinaria, specializzazione in patologia e clinica degli animali d’affezione.
  7. L’allevatore tipo è in grado di raggiungere in auto qualunque palazzetto dello sport o centro fieristico. Senza navigatore.
  8. L’allevatore tipo è capace di prenotare un albergo che accetta animali in 3 secondi netti in qualsiasi località del mondo. Gli basta un computer e Booking.com.
  9. Quando un allevatore tipo trasloca, i nuovi proprietari trovano palline e giochi per gatti a distanza di anni.
  10. L’allevatore tipo, quando vede un qualsiasi spazio aperto recintabile, pensa immediatamente che potrebbe essere uno splendido catrun.

E voi, amici allevatori, vi ci ritrovate? Aggiungete le vostre nei commenti!

Il contratto di cessione dei gatti di razza

sleepy cat

E’ molto comune, quando acquistate un cucciolo di razza, che l’allevatore vi proponga la stipula di un contratto di cessione. Molto spesso l’allevatore ha già un modello pronto, che utilizza per tutti i suoi cuccioli e, con alcune varianti, per i contratti stipulati in caso di cessione da riproduzione o di accordi di monta. Ricordate sempre che la cessione di un cucciolo di razza, all’atto pratico, è una compravendita a tutti gli effetti e che quindi ricade sotto il Codice Civile.

Ma com’è fatto un contratto? E’ molto variabile, perchè non esiste un “modello” associativo di contratto in Italia, per cui gli allevatori si rivolgono di solito a un legale di loro fiducia o si ispirano a contratti di altri allevatori. Possiamo generalizzare dicendo che un buon contratto dovrebbe avere la seguente struttura:

  • Dati dell’allevatore. Sono inseriti i dati anagrafici, codice fiscale, residenza e domicilio, numero di iscrizione in ANFI, nome dell’affisso.
  • Dati del nuovo proprietario. Sono inseriti i dati anagrafici, codice fiscale, residenza e domicilio, eventuale numero di iscrizione in ANFI se in possesso.
  • Dati del cucciolo. Viene indicato il numero di registrazione (o numero del pedigree se disponibile), data di nascita, sesso e colore, dati identificativi dei genitori (nome, numero di registrazione, microchip)
  • Prezzo del cucciolo. In alcuni contratti vi è descritta in modo esplicito la determinazione del prezzo del cucciolo in base alla sua “destinazione”, cioè se è un cucciolo da compagnia, da riproduzione o da show. Dato che il prezzo è spesso diverso, e le variazioni possono essere significative, gli allevatori che applicano la distinzione inseriscono qui i parametri di determinazione del prezzo e il prezzo che viene applicato al cucciolo oggetto del contratto.
  • Obbligazioni dell’allevatore. In questa sezione l’allevatore dichiara quali sono i suoi obblighi nei confronti del cucciolo e quali sono le garanzie che decide di apporre sul cucciolo, per esempio qui si può trovare la dichiarazione dei test genetici eseguiti sui genitori, la garanzia dell’esecuzione di controlli veterinari e di tenuta dell’allevamento in conformità al Disciplinare del Libro Genealogico del Gatto di Razza.
  • Obbligazioni del nuovo proprietario. In questa sezione vengono esplicitate quali sono le obbligazioni della nuova famiglia, e possono essere molte.Questa è la sezione in cui viene inserita, se è prevista, la clausola di sterilizzazione, ma si possono inserire anche divieti di cessione del cucciolo ad altri senza esplicito consenso dell’allevatore, divieto di cessione a negozi o anche l’obbligo della comunicazione di interventi veterinari o di terapie. Spesso sono anche previste delle penali per il non rispetto delle condizioni di cessione e, se previste, qui va indicata la cifra.

Solitamente viene chiesta una doppia firma per le clausole considerate vessatorie, come per esempio la sterilizzazione: la prima firma alla dichiarazione della clausola, la seconda firma alla fine del contratto, per “garantire” di aver letto e compreso correttamente il punto. Il contratto è redatto in duplice copia, firmato da entrambe le parti all’atto della cessione del cucciolo (o in altro momento, a seconda degli accordi). Una copia la tiene l’allevatore, l’altra copia viene consegnata al nuovo proprietario.

Alcuni consigli:

  • Informatevi prima se l’allevatore da cui volete prendere un cucciolo utilizza un contratto di cessione.
  • Non firmate nulla a scatola chiusa! E’ un contratto privato che ha valore, per cui leggetelo bene prima di firmarlo e chiedete tutte le delucidazioni del caso.
  • Se vi sentite a disagio con il legalese, chiedete all’allevatore di fornirvi copia del contratto che firmerete e fatelo leggere a un amico avvocato!

Ricordate anche che, a norma di legge, l’allevatore deve rilasciarvi una ricevuta con applicata, sull’originale, una marca da bollo da 2 euro (ex 1,81 euro).