Riflessioni sul mondo della felina

gatto nero

L’altro giorno una ragazza che sta iniziando ad allevare mi ha fatto riflettere, con questa affermazione:

pensavo che l’ambiente della felina fosse più rilassato!

Ha ragione. Molti lo pensano all’inizio, e anch’io ero tra quelli, quando a mia volta ho cominciato. Pensavo, nella mia beata ignoranza, che fosse un ambiente amichevole, di gente disposta ad aiutarsi, con la possibilità di farsi nuovi amici che condividono la stessa passione. E’ vero, ma in parte. In piccola parte. Ho capito quasi subito che mi ero sbagliata, e di grosso.

Ho cercato di spiegare a questa ragazza quali sono i punti cardine dell’ambiente felino, e con che cosa dovrà confrontarsi nel suo percorso di allevatore. Eccoli qui.

Competizione

Altissima. Inutile negarlo, la competizione fa parte del gioco. Viene dal meccanismo delle expo, delle classifiche e dei titoli, che ci porta a competere uno con l’altro. Perché solo un gatto può essere migliore della varietà o best in show maschi adulti, e quel gatto magari non è il mio, ma quello del mio amico fraterno. E questo, dai oggi, dai domani, può scatenare rivalità ferocissime. Ci sono allevatori che comprano scientemente un cucciolo di un particolare colore per andare in scontro apposta con il loro “nemico” mortale, giusto per “rompere”.

Gossip

Ricordo che, qualche tempo fa, girava la voce che un gatto piuttosto famoso fosse morto di cardiomiopatia ipertrofica. Oppure un altro gatto, che si diceva generasse cuccioli che morivano entro l’anno di vita. O ancora, una femmina data per sterilizzata, che sterilizzata non era e veniva fatta riprodurre sotto falso nome. Tutto falso. E’ l’antica arte del gossip, che in felina raggiunge livelli di raffinatezza quasi poetica. Un tuo cucciolo starnutisce in expo? Dopo due giorni hai l’herpesvirus e il calicivirus in casa. Ti sei dimenticato di mettere un gatto nella pagina “I miei gatti” del sito dell’allevamento? E’ sicuramente morto in circostanze sospette e tutta la sua linea ha una malattia gravissima. Insomma, sto parlando di gossip cattivo, di quello fatto apposta per danneggiare qualcuno, per fargli perdere di credibilità e di immagine. Bisogna imparare a farci i conti, a separare il delirio da quello che potrebbe essere vero e cercare di evitare di partecipare al gioco “massacra l’allevatore” il più possibile.

Il tuo migliore amico

Non conto più le amicizie fortissime nate in felina e dissolte dopo poco tempo. Sono innumerevoli, e sono capitate anche a me. Oggi siamo amici, condividiamo tutto, sappiamo tutto uno dell’altro e domani non ci guardiamo più in faccia. Succede perché a un certo punto uno dei due inizia a rompere il patto della fiducia, a parlottare con altri di cose che dovrebbe tenere per sé e che ovviamente arrivano tempo due secondi all’orecchio dell’altro. E se so che mi parli dietro, se so che le mie confidenze e quello che succede nel mio allevamento diventano di dominio pubblico, è motivo più che sufficiente per rompere un rapporto, di qualunque intensità esso sia.

La poltrona

Per ragioni a me ignote, pare che sia di gran prestigio avere una poltroncina in associazione. Di qualunque genere essa sia. E qui si scatena la politica, con elezioni a cordata, sondaggi pre-elettorali, creazioni di liste e di sostenitori che manco in Parlamento. Ovviamente il gioco politico ha distrutto più di un rapporto e ha contribuito e contribuisce a creare antipatie, delusioni e acredine tra gli allevatori.

E allora, come si sopravvive?

Sbagliando. Purtroppo non c’è altro modo. Si sbaglia e si continua a sbagliare, io personalmente l’ho appena fatto nonostante l’esperienza e nonostante avessi avuto diversi campanelli d’allarme. Purtroppo siamo umani, abbiamo bisogno di un gruppo, di confrontarci, di parlare con persone amiche e di darci una mano l’un l’altro. Questo bisogno di socialità ci porta a sbagliare. Perché per evitare tutto questo bisognerebbe chiudersi in casa, non andare mai in esposizione, non frequentare le assemblee ANFI a nessun titolo, non candidarsi mai a nulla, non avere rapporti con nessun altro allevatore.
Ma è impossibile. E’ impossibile perché solo con il confronto si cresce, abbiamo bisogno del confronto continuo per vedere dove sbagliamo e dove stiamo centrando il punto, per migliorare sempre di più il nostro lavoro. E quindi dobbiamo metterci in gioco.

Sbagliamo, sbaglieremo ancora e continueremo a sbagliare. Impareremo dai nostri errori giusto in tempo per commetterne altri, ci saranno momenti in cui ci chiuderemo a riccio con noi stessi e altri dove ricominceremo a fidarci delle persone e a frequentare attivamente l’ambiente felino. Non ci sono formule magiche, purtroppo. Almeno, io non ne ho trovate!

Insomma, dopo aver spiegato tutto questo, la ragazza che vuole iniziare ad allevare vuole ancora iniziare ad allevare. Spero che farà meno errori di quelli che ho fatto io, spero sempre che frequenterà persone che non saranno mai invidiose o gelose di lei e dei suoi gatti e spero soprattutto che, se prenderà botte, saprà rialzarsi e continuare più decisa di prima. Io sono ancora qui, molti sono ancora qui, e spero di trovare anche lei tra qualche anno, con le spalle larghe e i piedi ben piantati per terra!

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